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La Maremma è un incantevole territorio a sud della Toscana, si costituisce come una delle maggiori mete per il turismo sia nazionale che internazionale per la sua straordinaria ricchezza in territori ed ambienti, per il grande numero di parchi e riserve naturali che vi sono state istituite e per i meravigliosi territori che questa terra così selvaggia ed in grande parte incontaminata riesce ad offrire; la Maremma è infatti uno dei territori più affascinanti d’Italia, un luogo profondamente legato ad antiche tradizioni e culture, una terra su cui in passato sono state create molte e sicuramente interessanti leggende sulla sua storia e sull’antica presenza dei briganti.
Ci sono luoghi nella vicinanza della Casa Santa Pia che sono davvero belli e se si ha la possibilità meritano senza dubbio una visita : Castiglioncello Bandini, Massa Marittima, Monte Amiata e Abbadia San Salvatore; Arcidosso, Castel del Piano, Montalcino, Montepulciano, Pienza, San Quirico d'Orcia, Sinalunga, Monte Oliveto Maggiore e l'abbazia di Sant'Antimo. Ma anche Orvieto, Perugia, Assisi, Cortona, Siena, San Gimignano, Firenze....
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Castiglioncello Bandini |
2,5 km |
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Castiglioncello Bandini si trova a est di Cinigiano, alle porte della Riserva Naturale di Poggio all’Olmo che si estende sull’omonima altura. Sorto in epoca medievale come castello della famiglia Aldobrandeschi, nel corso del Duecento passò sotto il controllo di signori locali prima di essere ceduto all’Abbazia di San Salvatore al Monte Amiata. Nelle epoche successive il castello divenne proprieta della famiglia senese Piccolomini-Bandini e subì vari interventi di modifica e restauro, il più profondo dei quali avvenne nel Cinquecento. L’attuale fabbricato è frutto prevalentemente di ristrutturazioni iniziate dal Cinquecento in poi. La Chiesa di San Nicola venne costruita anch'essa nel Medioevo e ristrutturata in epoca barocca.
L'insediamento sorse come castello per il controllo della parte orientale del territorio comunale di Cinigiano, ai piedi della Riserva naturale Poggio all'Olmo.
Il complesso castellano si sviluppò in epoca medievale e fu in possesso della famiglia Aldobrandeschi. Nel corso del Duecento passò sotto il controllo di signori locali e venne in seguito ceduto all'Abbazia di San Salvatore al Monte Amiata.
Nelle epoche successive il castello divenne proprietà della famiglia senese Piccolomini-Bandini e subì vari interventi di modifica e restauro, in particolare nel Cinquecento, e tra l'Ottocento e i primi anni del Novecento quando fu ristrutturato in larga parte in stile neomedievale.
La chiesa interna, dedicata a San Nicola e di origine medievale, ebbe un rifacimento in epoca barocca.
Il castello [modifica]
Il castello è costituito da un imponente edificio a pianta quadrangolare che si addossa ad una torre a sezione rettangolare e ad un torrione circolare; le strutture murarie sono rivestite in pietra.
Il torrione a sezione circolare, che costituisce il nucleo originario dell'antico insediamento castellano, si presenta con un caratteristico basamento a scarpa culminante con una cordonatura.
Il rimanente complesso è frutto dei rifacimenti effettuati nel Cinquecento e tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. In particolare, la torre a sezione rettangolare si ispira ad elementi stilistici neomedievali, ben ravvisabili nelle bifore che vi si aprono e nella merlatura sommitale. |
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Monte Amiata |
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Il monte Amiata, un angolo insolito e prezioso di Toscana. Compreso nelle province di Grosseto e Siena, domina dall'alto dei suoi 1738 metri le vallate circostanti (val d'Orcia, val di Paglia), la superba piana della Maremma, le dolci e suggestive colline senesi, la verde depressione del lago di Bolsena.
Il territorio amiatino è compreso in parte nella provincia di Grosseto e in parte in quella di Siena, in una vasta area di pertinenza dei comuni di Abbadia San Salvatore, Santa Fiora, Arcidosso, Castel del Piano, Seggiano, Piancastagnaio e Castell'Azzara.
Presenze come quelle riferibili all'arte figurativa del trecento senese, e architetture monumentali come i castelli del lontano medioevo (Arcidosso, Montelaterone, Piancastagnaio), le abbazie romanico-longobarde (Abbadia San Salvatore, Abbazia di Sant'Antimo), la Villa Sforzesca di Castell'Azzara, il palazzo Bourbon del Monte a Piancastagnaio, le chiese rinascimentali e barocche di Castel del Piano, le ceramiche robbiane e il parco Peschiera a Santa Fiora, stanno a testimoniare l'incrociarsi di civiltà e culture che hanno interessato o comunque lambito il territorio dell'Amiata, inserito nella sorprendente storia della Toscana meridionale.
Il Monte Amiata offre ai turisti che amano lo sci ben 12 piste di sci alpino (per un totale di 10 km) e 4 anelli per il fondo per un totale di 12 Km.
Links
Monte Amiata - Amiata neve - Il portale ufficiale dell'Amiata invernale
I musei del Monte Amiata
Il Monte Amiata, la montagna toscana, fra la Maremma e il Chianti (it) |
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La Riserva naturale Poggio all'Olmo |
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La Riserva naturale Poggio all'Olmo è un'area protetta della provincia di Grosseto che si estende attorno all'omonima altura, interessando parzialmente i territori comunali di Arcidosso e Cinigiano.
La riserva naturale, situata nella parte orientale della provincia di Grosseto, è delimitata a nord dall'abitato di Monticello Amiata, a ovest dall'abitato di Castiglioncello Bandini, a sud dal rilievo del Monte Aquilaia e a est dalle propaggini occidentali del cono vulcanico del Monte Amiata: in totale, si estende per circa 434 ettari totali.
Le altitudini, generalmente comprese tra gli 800 e i 1000 metri s.l.m., raggiungono i 1.011 metri alla sommità di Poggio all'Olmo. Da vari punti dell'area protetta si aprono scenari panoramici che spaziano verso le dolci e amene colline della Valle dell'Ombrone, verso l'imponente massiccio del Monte Amiata e verso le caratteristiche ondulazioni della Val d'Orcia. |
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La Riserva naturale del Monte Labbro |
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La Riserva naturale del Monte Labbro (667 ha) si trova a sud ovest del Monte Amiata.
Per raggiungere il Monte Labbro si deve percorrere la strada statale n. 323 che congiunge Arcidosso a Roccalbegna; sette chilometri dopo Arcidosso, per chi proviene da Arcidosso, o un chilometro dopo la località Poggi la Bella, per chi proviene da Roccalbegna, si prende (km 33,4) la strada sterrata con le indicazioni per il Monte Labbro e per il Parco Faunistico dell’Amiata.
Tutti i mesi dell’anno sono adatti per visitare l’area: in primavera sono di scena le fioriture, in estate i molti rapaci che qui nidificano e nei mesi invernali il cielo terso che permette di affacciarsi dalla vetta del Monte Labbro su panorami sconfinati e spettacolari (attenzione al freddo pungente!).
link
Santa Fiora
Altre
La Riserva naturale provinciale del Monte Penna, bij Castell’Azzara
La Riserva di Poggio all’Olmo
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Montalcino |
34 km |
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The quiet Tuscan village of Montalcino has undergone few changes since medieval times, when it was a stronghold pertaining to the nearby city of Siena. With a small population of around only 6,300 inhabitants, Montalcino was once a strategic point along the road to Rome and offers a panoramic view of the beautiful Asso, Orcia and Ombrone valleys. The town’s fame derives from its production of one of Italy’s finest red wines known as Brunello di Montalcino, regarded by visitors and residents alike as a ‘heavenly’ vintage. Local Brunello can be sampled in the large number of wine shops and enoteche (wine bars) lining the narrow streets, or just outside the city walls in one of the many wineries offering daily tours and a free taste to any who make the trip. The history of Montalcino dates back to the Etruscan and Roman periods, and its name was formed from the Latin ‘mons ilcinus’ (holm-oak mountain). Though independent for a time in the 12th century, the town later became subject to Sienese rule. During the 14th century, the city’s fortress was built to better defend the southernmost border of the Sienese Republic. However, four years after Florence defeated Siena (in 1555), Montalcino landed within the jurisdiction of the Granducato di Toscana of Cosimo dei Medici. In addition to its sleepy medieval streets and sun-soaked vineyards, Montalcino presents other sights such as the Piazza del Popolo (People’s Square) and the Palazzo dei Priori (old Town Hall), as well as the medieval churches of San Francesco, San Egidio and San Agostino. The city’s fortezza (fortress) is almost perfectly preserved, while its two interior courtyards offer a great spot to find shade or hold a picnic. The Enoteca La Fortezza serves up a sophisticated array of cheese plates and local wines to visitors. The Cathedral (of San Salvatore) and the Diocesano Museum are full of sacred works of art by 11th to 16th century painters, and contain other medieval objects and archeological artifacts from San Antimo Abbey (which is located 10 km from Montalcino). |
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Abbazia di San Antimo |
26 km |
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L'Abbazia di San Antimo è definita un "miracolo di travertino".
Fondata nel XII secolo (secondo la leggenda nientemeno che da Carlo Magno) nel paese di Castelnuovo dell'Abate, vicino a Montalcino, è una chiesa romanica ma anche un esempio di architettura monastica.
Abbazia di Sant' Antimo, un'abbazia cluniacense nella Toscana senese
L'abbazia di Sant'Antimo sorge nella solitaria Valle Starcia, che si trova10 km a sud di Montalcino. La chiesa abbaziale è uno dei monumenti in stile romanico più importanti della Toscana. L'edificio è ispirato ai modelli benedettini francesi e lombardi e si staglia grandioso in una campagna integra di rara bellezza. Anche se non ci sono prove certe, la leggenda vuole che a fondare l'abbazia fu l'imperatore Carlo Magno, nel 781, di ritorno da Roma. Con sicurezza si sa che Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno in un documento dell'epoca fa atto di donazione all'abbazia di beni e privilegi per cui il luogo di culto esisteva sicuramente in epoca carolingia. |
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Arcidosso |
14 km |
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Arcidosso è un comune che sorge ai piedi del monte Amiata. Le piste da sci del comprensorio amiatino distano circa 10 km, 12 km è invece la distanza che separa Arcidosso dalla vetta del monte Amiata.
Dista dal capoluogo, Grosseto 56 km, 73 km da Siena e 70 km dal mar Tirreno.
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Arezzo |
115 km |
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Massa Marittima |
74 km |
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Massa Marittima è una piccola cittadina medioevale situata sulle colline metallifere, in provincia di Grosseto. La città è una delle poche che conserva un aspetto caratteristico di divisione tra parte alta e parte bassa dell’abitato.
http://www.borghiditoscana.net/eng/tuscany/grosseto/massamarittima/index.html |
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Piazza Garibaldi mit Palazzo Comunale |
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Scarlino |
76,3 km |
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Pitigliano |
64 km |
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Pitigliano è uno dei paesi più scenografici della Toscana. In particolare giungendo dalla direzione di Manciano, lungo la strada n° 74, in corrispondenza della curva di fronte alla chiesa della Madonna delle Grazie si ha davanti una suggestiva e scenografica visione della cittadina (particolarmente bella nel primo pomeriggio, con il sole alle spalle) che si erge maestosa su un masso tufaceo, tra i torrenti Lente e Meleta. Le case dell'abitato sono costruite sul filo della rupe formando con essa un corpo unico e un insieme alquanto pittoresco. La rupe di Pitigliano è circondata da tre lati da burroni che sono pieni di grotte scavate nel tufo.
Pitigliano è stata abitata fin dall'età del Bronzo, successivamente, a partire dall'VIII secolo a.C. vi ebbe sede un insediamento Etrusco, di tale presenza resta oggi un breve tratto di mura, in grandi blocchi di tufo, nella parte nord-ovest accanto alla Porta di Sovana. Nell'area attorno a Pitigliano, a testimoniare ulteriormente la presenza Etrusca sono anche le numerose necropoli. Fu città romana e nel Medioevo divenne feudo degli Aldobrandeschi e dal 1293 degli Orsini, sotto gli Orsini Pitigliano divenne capitale della Contea omonima, divenne sede vescovile, soppiantando Sovana, e poi fu nominata città. Con l'estinzione della famiglia Orsini, divenne feudo di Pietro Strozzi e poi di Cosimo I de' Medici. All’inizio del XVII secolo (1608) entrò a far parte del Granducato di Toscana.
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Ten zuiden van lijn Pienza-Montepulciano, in het westen begrensd door het bosrijke landschap van de Monte Amiata (1738 m) en nieuwe natuurparken, begint het indrukwekkende land van de Etrusken. Hier vestigden de naar alle waarschijnlijkheid uit Klein-Azië afkomstige kolonisten zich in streken met tufsteen. In dat zachte gesteente konden ze immers gemakkelijk grotten uithouwen die dienden als opslagplaats voor levensmiddelen of als graf. Een voorbeeld is Chiusi aan de Umbrische grens. Iets zuidelijker, waar de regione Latium en Toscane elkaar raken, zijn dat de stadjes Sovana, Sorano, San Quirico en het op een markante tufberg opgeschoten Pitigliano. |
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Sovana |
57 km |
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Suana è il nome dato alla città etrusca dai Romani, dopo la loro conquista del territorio di Vulci nel 278 a. C.
Il nome deriva dall'etrusco suf che significa "terra verde".
Pitigliano 8 km |
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Magliano |
61 km |
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Il territorio attorno al centro di Magliano in Toscana ha riportato alla luce numerose aree archeologiche di epoca etrusca, tra le quali spiccano le necropoli di Heba; durante la dominazione romana, furono utilizzati i pressistenti insediamenti abitativi di origine etrusca.
Il Medioevo vide la salita al potere degli Aldobrandeschi, che iniziarono a controllare numerosi centri della provincia di Grosseto, tra cui Magliano in Toscana che, al momento della spartizione dei territori avvenuta nel 1274, entrò a far parte della Contea di Santa Fiora. Fino al Trecento, il borgo rimase un dominio aldobrandesco, venne fortificato con la costruzione della primitiva cinta muraria.
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]
Le aree archeologiche etrusche visitabili sono quelle delle necropoli di Santa Maria in Borraccia e del Cancellone; il Centro di Documentazione Archeologica si trova nel paese e ricostruisce gli aspetti di vita durante il periodo etrusco-romano.
? Mura di Magliano in Toscana, erette nel Medioevo e completate in epoca rinascimentale, si presentano come una caratteristica e pregevole cinta muraria difensiva che racchiude interamente il borgo.
? Pieve di San Martino, edificata in epoca medievale presso l'omonima porta, si presenta in stile romanico-gotico.
? Chiesa di San Giovanni Battista, costruita in epoca tardomedievale e ristrutturata successivamente in forme barocche, è in continuità sul lato destro della facciata con la cappella laterale a cui si accede dall'interno.
Tra gli edifici del centro storico sono da ricordare il quattrocentesco Palazzo del Podestà e il caratteristico Palazzo di Checco il Bello in stile gotico.
Fuori dalle mura, superata la Porta di San Giovanni, si giunge alla quattrocentesca Chiesa della Santissima Annunziata, che venne edificata su un antico tempio pagano.
Superato l'abside della chiesa, si trova un ampio giardino famoso per l'ultramillenario Olivo della Strega. |
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Monastero di San Bruzio
Le rovine di questa bella chiesa si trovano a soli 2 km a sud-est di Magliano in Toscana. Per raggiungerle uscendo da Magliano si deve prendere prima la strada che porta verso Orbetello, e percorse poche centinaia di metri su questa strada si deve girare a sinistra al bivio prendendo la strada che porta a Marsiliana, dopo poco più di un chilometro sulla sinistra in fondo ad un campo si scorgono i ruderi della chiesa romanico-lombarda di San Bruzio (San Tiburzio).
San Bruzio è uno dei più raffinati monumenti romanici della Maremma. La Canonica di San Tiburzio (San Bruzio) fu fondata nel XI secolo dai Camaldolesi e la sua costruzione fu terminata verso la fine del XII secolo. Originariamente la struttura della chiesa era a pianta a croce latina (lunghezza 32 m, larghezza 12 e 20 al transetto). Oggi della canonica, dopo secoli d'abbandono, restano l'abside semicircolare e due parti del transetto oltre a tracce della cupola ottagonale. L'abside è sormontato da una semicupola ed è decorato esternamente da motivi ad arcatelle cieche e lesene e presenta tre strette monofore simmetriche. Fra i motivi decorativi sono di particolare rilievo i capitelli di stile francese, decorati con fogliami e teste antropomorfe. Le mura esterne della canonica, in particolare la parte dell'abside, sono finemente lavorate e arricchite da agili semicolonne unite da archetti. In alcuni particolari della struttura, per esempio nelle decorazioni dell'abside, nei capitelli delle colonne e nella leggerezza della struttura, possiamo cogliere l'inizio dello sviluppo di un gotico primordiale. Negli scarsi resti è possibile ammirare molte sculture, che possono solo far immaginare come doveva essere l'aspetto della canonica al tempo del suo massimo splendore. |
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Manciano |
52 km |
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Manciano si trova al centro di un'area di grandissima importanza archeologica, la 'zona Etruria'.
Manciano con il suo Il Castello Aldobrandesco con gran parte del circuito murario che lo recingeva, due delle tre porte che davano accesso all'interno e i resti di due torri cilindriche.All'Apice di un colle lungo la strada che conduce a Vulci, si trova invece la Roccaccia di Montauto di appartenenza Aldobrandesca sino all'inizio del XIV secolo e il medievale Castello di Sciarpena. Interessante la zona della Marsiliana con i suoi reperti etruschi e la necropoli di Sovana e Roselle. Sovana merita certamente una visita per il piccolo borgo medievale, il Duomo e l'area archeologica. Saturnia è il centro famoso per le sue benefiche terme e la tipica cascata naturale del Gorello. Non lontano in questa zona si trovano anche S.Quirico, e Sorano (dominata dal Masso Leopoldino e dalla fortezza Orsini).
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Sorano |
55 km |
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Sorano sorge, a breve distanza da Pitigliano e Sovana, all'estremo sud della Toscana nell'area conosciuta come "la zona dei Tufi". Sorano è uno stupendo borgo medievale posto lungo la valle del fiume Lente, in un paesaggio di forte suggestione, dove sono disseminati decine di speroni tufacei dalle forme più svariate e bizzarre. Il paese è dominato dalla Rocca degli Orsini, di origine trecentesca ma completamente ristrutturata nel 1552, mentre al centro dell'antico borgo si trova il Sasso Leopoldino, una rupe fortificata nel XVIII secolo con la costruzione di un'altissimo muro e un bastione di forma quadrata.
Sorano è dominato dalla Rocca degli Orsini, di origine trecentesca ma completamente ristrutturata nel 1552, la Rocca è una delle più notevoli esecuzioni di architettura militare del rinascimento italiano.
Sorano è un delizioso centro medioevale situato all'estremità sud della Toscana, a 170 km da Firenze e 140 da Roma. La storia di questo piccolo Borgo è ricca di eventi e di meritati momenti di gloria: la sua Fortezza è rimasta inespugnata per secoli.
Sorano ha vissuto dopo il periodo Etrusco, che ha lasciato numerose testimonianze (Tombe, Tempi e Necropoli), le vicende di due importanti famiglie: gli Aldobrandeschi prima e gli Orsini poi.
Deve soprattutto agli Orsini la Maestosa Fortezza, la più grande di tutta la Maremma, il suo bellissimo Borgo e Il Cortilone.
Molto bello è anche il sottosuolo di Sorano: numerosi cunicoli e cantine formano una vera e propria città sotterranea.
Usciti dalla porta dei Merli, proprio sulla vallata del fiume Lente cominciamo alcune Strade Etrusche (le Vie Cave); una delle quali conduce alla Necropoli Etrusca di San Rocco, dal cui "poggio" si può godere uno splendido panorama di Sorano. |
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San Casciano dei Bagni |
63 km |
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San Casciano dei Bagni sorge tra boschi fittissimi di querce, castagni e pini centenari, alle pendici del Monte Cetona, sul suo versante meridionale. L'impianto urbanistico del paese, chiaramente medievale, si sviluppa su una collinetta, presentando un caratteristico dedalo di stradine strette che si snodano attorno alla chiesa e al campanile. Poco fuori del centro abitato, in prossimità dell'antichissima Chiesa Basilicale (XI sec.), nel moderno Centro Termale che sfrutta le proprietà curative di acque termominerali radioattive, è possibile fare inalazioni, bagni, fanghi e cure estetiche. A pochi chilometri, meritano una visita il borgo medievale di Celle Sul Rigo - dove per alcuni anni visse il poeta Giosuè Carducci - e l'imponente Castello di Fighine (XI sec.).
Terme di San Casciano
San casciano dei Bagni nasce alle pendici del Monte Cetona. A 20 Km da Chiusi e 27 da Chianciano Terme, la localit‡ termale Ë immersa nel verde dei boschi di querce e castagni. In questa cornice scaturiscono 42 sorgenti di acque ricche di sali minerali, solfate, calcico, magnesiache, fluorurate. Qui nasce il nuovo "Centro Termale Fonteverde", perfetto per il recupero del benessere psicofisico. Oltre a fanghi, bagni e inalazioni, il "Centro Fonteverde" offre i trattamenti estetici per il corpo e per il viso tonificanti nuovi ed esclusivi, ideati dall'Èquipe medico scientifica del Centro.La piscina Ë alimentata dall'acqua termale ed Ë attrezzata con idromassaggi naturali in cascata, idromassaggi a getto sotto " colli di Cigno" e panche sommerse per il massimo confort. Inoltre, tutti i prodotti della linea cosmetica "Fonteverde" contengono " Fleur Thermale", un complesso di sostanze termali indispensabili per la salute e la bellezza della pelle. |
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Montemassi |
51 km |
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Montemassi si trova nel comune di Roccastrada (GR) su un'altura che culmina con uno sperone roccioso a 280 metri di altezza. Il suo centro storico è molto pittoresco avendo conservato l'aspetto di un compatto borgo a "pigna" anche se le mura sono in gran parte state inglobate nelle abitazioni.
Avvicinandosi al paese si notano i resti di un imponente castello che è sicuramente il più importante monumento di tutto il territorio di Roccastrada perchè è ritratto in un famoso e controverso affresco situato all'interno del palazzo pubblico di Siena: "Guidoriccio da Fogliano all'assedio di Montemassi" fu realizzato nel 1328 da Simone Martini, nella sala del mappamondo. L'opera (340 x 968 cm) mostra il comandante delle truppe senesi durante l'assalto alla rocca di Montemassi che è perfettamente riconoscibile nel dipinto. Alcuni restauri del 1980 hanno però portato a scoprire un dipinto sottostante che mette in dubbio la datazione dell'opera. Infatti l'affresco ricoperto dall'attuale cela un castello che sembra essere quello di Arcidoso, conquistato da Guidoriccio nel 1331; come può stare sotto a un affresco del 1328? La polemica artistica e storica tra gli esperti dura tutt'oggi e non sembra destinata a finire.
Nella storia Montemassi sale alle cronache nella prima volta nel 1075 come uno dei "castra" di proprietà di Ildebrando V degli Aldobrandeschi. In seguito risulta incluso tra le proprietà del ramo guelfo dei conti di Sovana-Pitigliano; viene citato nella spartizione dei possedimenti di Ildebrandino VIII, avvenuta attorno alla metà del Duecento. Nel 1260 la rocca venne quasi completamente demolita dai senesi ghibellini durante un assedio. La successiva vittoria degli Aldobrandeschi di Sovana, di parte Guelfa, portò ad una ricostruzione quasi integrale. Con il consolidamento del partito guelfo al governo di Siena, nei primi del Trecento, il castello risulta controllato militarmente dal guelfo Nello di Inghiramo, già possessore del vicino Castello di Pietra. Nel 1306 il castello fu assoggettato al vassallaggio dei conti Pannocchieschi che avevano numerosi territori nella parte nord occidentale della Contea. Il 1328 è un anno fatidico per Montemassi: con il sostegno di Castruccio Castracani degli Antelminelli il castello si ribella a Siena, ma le più forti milizie senesi posero in assedio il castello e lo espugnarono danneggiandolo pesantemente nello stesso anno. Questo è l'evento ritratto nella celebre raffigurazione dell’affresco del Palazzo Pubblico di Siena.
A seguito di questi eventi fu riorganizzato anche il borgo, ordinatamente pianificato e cinto da mura difensive. La Repubblica senese cedette Montemassi in signoria ai Salimbeni che lo perdettero nel 1375 in seguito ad una ribellione. Nel 1404 fu presa la decisione di smantellare la rocca, onde evitare che qualche ribelle la rieleggesse a base per contrastare Siena. il Castello rimase sempre nll'orbita di siena fino alla caduta della città sotto il controllo dei Medici. Con il governo fiorentino fu istituito un marchesato di Montemassi e Roccatederighi che Ferdinando II di Toscana, nel 1632, assegnò in feudo a Giovanni Cristofani Malaspina di Mulazzo. Il 7 Aprile 1770 I Malaspina lo vendono al Marchese Domenico Cambiaso di Genova, dopo di chè il castello fu lentamente lasciato andare in rovina.
Oggi l'intero complesso versa in uno stato di forte degrado, ma la fortificazione si presenta ancora mestosa dalla sua posizione dominante. Sono riconoscibili due corpi principali: a nord il mastio con numerose finestre, avendo anche la funzione di palazzo. Sono ancora distinguibili i resti delle travature dei solai e una torre poigonale; a sud si trovano i resti di una torre quadrangolare con feritoie e avanzi di volte di ottima fattura.
L'abitato sottostante al castello non conserva che poche tracce di mura inglobate nelle abitazioni che risultano coeve alla realizzazione del castello. L'unico elemento rimasto è la porta meridionale realizzata con un arco a tutto sesto, da cui si accede ancora alle strette vie del paese.
De Rocca van Montemassi, zoals die ook door Simone Martini word geciteerd in zijn beroemde fresco van Simone Martini, Guidoricci da Fogliano bij de belegering van Fogliano. Je vindt het fresco in het Palazzo Pubblico van Siena. |
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Montepulciano |
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Casenovole |
38 km |
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Casenovole |
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San Gálgano |
109 km |
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Abbadia San Salvatore |
36,3 km |
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Abbadia San Salvatore is een Middeleeuws Italiaans stadje in Toscane, en behoort tot de provincie Siena. Het is gelegen op de hellingen van de Monte Amiata en heeft ongeveer 7000 inwoners.
De naam is ontleend aan de benedictijnenabdij die er in 743 werd gesticht en in 1036 herbouwd. Er zijn vele typisch oude gebouwen. Verder is er een kwikzilvermijn en belangrijke fruitteelt.
De Romaanse kerk uit de 11e eeuw met een crypte uit de 8e eeuw zijn een bezoek waard. |
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Monticchielo |
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Monticchiello sorge nel comune di Pienza, quasi al confine con quello di Montepulciano, in provincia di Siena. Si può raggiungere sia seguendo l'A1 fino all'uscita di Valdichiana e seguendo le indicazioni per Torrita di Siena e Pienza. Giungendo dalla Val d'Orcia si lascia la SS2 Cassia per la SS146 al bivio di S.Quirico d'Orcia.
Galleria Fotografica
Il castello, o meglio borgo murato, di Monticchiello, già feudo della famiglia locale dei Lambardi, fu massicciamente fortificato dai Senesi sul finire del XIII° secolo, quando divenne un'importante piazzaforte di frontiera. Monticchiello era il caposaldo dell'organizzazione difensiva posto sul confine orientale del contado senese e per questo fu nel corso dei secoli al centro di numerosi eventi bellici come assalti, distruzioni e occupazioni. Nel 1229-35 fu distrutto dagli Orvietani, fu occupato due volte sul finire del '300 prima dai fiorentini e poi dai montepulcianesi e subì altre gravissime devastazioni nel 1553, trovatosi nel bel mezzo dell'avanzata dell'esercito imperiale durante la 'guerra di Siena'.
Tutto il sistema delle fortificazioni faceva capo alla Rocca posta nel punto più alto della collina ove sorge il borgo. Ad essa, eretta nel 1260, resta essenzialmente solo il possente cassero Senese (proprietà privata - non visitabile) con mura scarpate e dotato di apparato a sporgere su beccatelli in pietra (parzialmente integro), si raccordavano le mura. Quest'ultime, per gran parte conservate, erano dotate di camminamento di ronda sorretto da beccatelli in pietra e intervallate da torri di varie dimensioni, sette sono ancora integre, cinque di forma quadrata e due rotonde con redondone e scarpatura che fiancheggiano l'unica porta di accesso carrabile al paese (Porta S.Agata), con bell'arco sestiacuto. Altre postierle si trovano lungo il perimetro murario.
Anche il borgo all'interno delle fortificazioni ha mantenuto fortemente intatte le sue caratteristiche medievali e passeggiando per le sue strette viuzze si può ancora respirare la storia. Emergenza significativa è la chiesa propositurale dei Santi Leonardo e Cristoforo che rimane ancora oggi a testimonianza del periodo di massimo splendore del borgo, conservando molti affreschi di scuola senese risalenti al XIV° e XV° secolo.
http://tuscanevents.com/?page_id=5 |
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Sarteano |
72,2 km |
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Surrounded by and overflowing a double ring of medieval city walls, Sarteano is a small hill town on the ridge of Mount Cetona. The town itself dates from the early Middle Ages but the Etruscans, whose burial sites and tombs are scattered about the town and countryside, inhabited the area much earlier. Sarteano is crowned with the ruins of a castle dating from around 1100. There are a number of lovely and ancient churches in the town, including the 16th century (ex) Convent of Santa Chiara (now home to an elegant restaurant). A very interesting Etruscan museum is found in one of the Renaissance palazzi built into the city walls; there is a restored and active (with theatrical and musical events) 19th century theatre, Teatro degli Arrischianti, on the main piazza. The annual Giostra del Saracino (see under “Events”) takes place every August 15th. |
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Radicofani |
53,7 km |
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Radicofani is characterized by the presence of the Rocca, which dominates the Orcia valley from south. The Rocca was built during the first years of the Middle Ages and then amplified during the years: it was of military relevance since the 18th century when eventually was destroyed by an arson. The tower that can be seen from everywhere in the valley, has been rebuilt in the XIX century. The Rocca is rich of historical and literary memories concentrated on the figure of the legendary master Ghino di Tacco whose life was described by Dante and Boccaccio.
The village of Radicofani maintains the original structure and keeps nearly intact its architectural characteristics of the thirteenth century. In the Romanic Deanship of San Pietro you can find a precious collection of glazed earth ware and some beautiful wooden statues. Always in the old village it is possible to admire the Magisterial Palace and the church of Sant’Agata.
Outside the built up area rises the Palazzo della Posta (The Post), ancient shooting lodge of Ferdinando I, built in the sixteenth century. |
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Roccatederighi |
52,2 km |
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Lago di Bolsena |
81 km |
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Midden in het noordelijk gedeelte van Lazio vindt u het meer van Bolsena (Lago di Bolsena). Met een oppervlakte van 114 vierkante kilometer en een omtrek van 43 km, is dit vulkanische meer het grootste van Lazio en het vijfde van Italie. Het meer van Bolsena is het grootste vulkanische meer van Europa.
Bij een tocht rondom het meer (Ong. 60 km) komt u langs pittoreske plaatsen als Montefiascone, Cività di Bagnoregio, Capodimonte, San Antonio, Marta en natuurlijk Bolsena, waar vis uiteraard een van de beproefde recepten in een van de vele visrestaurants langs de haven of in de oude binnenstad. Ook kunt u zelf proberen een vis te vangen vanaf de kant of vanaf een boot. Ook vaart er een aantal keren per dag een boot vanuit Bolsena naar het eiland Isola Bisentina. Dit eiland was in vroeger tijden het zomerverblijf van de paus. Het eiland is om meer dan een reden een bezoek waard. De ongerepte natuur, de fantastische oude overblijfselen uit vergane tijden en het mooie uitzicht over het meer.
Op het meer van Bolsena zijn diverse mogelijkheden voor beoefening van watersport (zeilen, surfen, waterfietsen en vissen).
De reisafstand naar de kust vanaf Bolsena bedraagt ca. 45 minuten, waarbij een bezoek aan de historische stad Tarquinia een aanrader is. Ook het Toscaanse wijngebied rondom Montepulciano is binnen 45 minuten bereikbaar. |
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Cività di Bagnoregio |
90 km |
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Civita di Bagnoregio, vlakbij het Lago di Bolsena, wordt ook wel 'la Città che muore' genoemd de stad die sterft. Het dorp dat als een soort eiland in een vlakje ligt, lijkt langzaam af te brokkelen. Een voetgangersbrug verbindt het dorpje met het grotere dorp Bagnoregio.
Civita di Bagnoregio, in de buurt van meer van Bolsena is een bezienswaardigheid die je bezocht moet hebben. Dit plaatsje is net als Orvieto gebouwd op een tufsteenrots. Om Civita te bereiken, moet je eerst door Bagnoregio. Bagnoregio en Civita di Bagnoregio waren vroeger eén geheel. Door de erosie zijn zij echter van elkaar gescheiden door een diep ravijn. Begin van de vorige eeuw was Civita di Bagnoregio helemaal niet bereikbaar; het werd dan ook de "stervende stad" genoemd. |
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Tarquinia |
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52,2 km |
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Abbazia di Monte Oliveto Maggiore |
39 km |
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Monte Oliveto Maggiore is a stunning abbey perched on the top of a cliff in the Crete Senese area. The Abbey was built in the 15th century. Monks live on the premises and the church is used for religious purposes. The Great Cloister, beside the church, has a famous fresco series about the life of St. Benedict by the painter Sodoma.
The abbey closes midday, so be sure you get there well before noon or in the later afternoon. There is a gift shop, run by the church, just beside the main building. The trip from Siena to the Abbey at Monte Oliveto is worth it just for the drive; seeing the abbey and the frescoes is an added benefit. As you go south from Siena, you drive through the Crete Senese area of Tuscany. From Siena, take road 438 to Asciano. Continue on road 451 to Monte Oliveto. You can also get to Monte Oliveto from the SS2 Cassia at Buonconvento.
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33,3 km |
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San Giovanni d'Asso | Il Bosco della Ragnaia |
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Il Bosco della Ragnaia is a modern garden created by artist and philosopher Sheppard Craige.
In 1995 Sheppard Craige, an American artist, bought several hectares of wooded valley land just outside San Giovanni d’Asso. With the help of seven or eight local teenagers, he spent several years clearing the undergrowth, then laying out a unique work of modern art. It defies description in words. The best way to see it is by visiting -- leave a couple of hours to enjoy all its peaceful paths and thought-provoking symbolism.
Il Bosco della Ragnaia è il cantiere sempre aperto di Sheppard Craige , artista americano residente a San Giovanni d'Asso . Si tratta di un parco pensato per stimolare la curiosità del viaggiatore a patto che si lasci trasportare dalla suggestione del luogo. Il giardino romantico inglese non è che un'idea iniziale che dovrà essere presto abbandonata per lasciarsi guidare in un percorso attraverso la nostra modernità:
Altra occasione da non perdere è il giro delle cantine su consiglio del Consorzio del Brunello per le varie degustazioni. |
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Monteriggioni |
86 km |
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On the summit of a hillock rises Monteriggioni with the suggestive and perfectly conserved surrounding wall with the particular almost round form. This is the most significant example of “terra murata” of the Siena territory. The fortress was founded in 1203 by Siena as an outpost against Florence in about 1215 it was surrounded by walls that were then damaged by Florentine attacks in 1244. They were remade as we see them today, in c.1265. The curtain wall encircles the town for nearly six hundred metres and to support the turn of the curve at ground level it was made with this circular form; it is fortified with 14 square towers which inspired in Dante the similarity with the Giants in the XXXI canto dell’Inferno. |
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Asciano |
64 km | |
Having Etruscan and Roman origins, the village was purchased by the Sienese in 1285 and surrounded by walls in 1351. It still preserves its medieval character despite the town-planning schemes of the fascist period and extensive building after the Second World War. The Romanesque collegiate church of Sant’ Agata (11th cent.) in travertine, is its most outstanding architectural feature. Adorned with decorative elements of the Lombard type and flanked by a 13th century crenellated campanile, it has an aisle less nave with a truss roof. Adjoining it is the Museo d’Arte Sacra where works by painters of the Sienese school of the 14th and 15th centuries are exhibited. The Museo archeologico contains finds from the excavation of a group of chamber tombs in the nearby cemetery of Poggio Pinci. In 1991 a museum devoted to the artist Amos Cassioli was founded as the result of a gift from his family. A walk through the center is worthwhile, but what really makes the trip are the views from the road to Siena once left this nice town. |
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The Romanesque collegiate church
of Sant’ Agata (11th cent.) |
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San Gimignano |
94 km |
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The town is famous for its numerous towers which make it conspicuous from a great distance and provide one of the most remarkable sights in Italy. It is possible to walk along the 13th C walls from which there are fine views of the rich agricultural farmland which surrounds the town.
San Giminiano owes it’s development during the middle age to the via Francigena, which runs through the town, becoming the headquarters for bankers and merchants. With its silhouette raising from the hills of the Upper Elsa Valley, facing the land of Volterra and positioned right on one of the most important stretches of the mediaeval Via Francigena, is famous all over the world. The reality of San Gimignano, with its original 14th-century town planning and architecture still almost intact, stems above all from the continuity of its history, linked as it was to the ever-changing fortunes of the Florentine Republic. It is thanks to this continuity that 15 out of the 72 towers once standing can still be admired today in a melée of antique noble houses, narrow lanes and squares. One of these, the beautiful Piazza della Cisterna (built in 1327) is undoubtedly the true heart of the town. It is encircled by the Piazza del Duomo (inside the Cathedral are works of art by Benozzo Gozzoli, Jacopo della Quercia and Taddeo di Bartolo), the Podesta’s palace, the Town Hall, which houses the Civic Museum (amongst the paintings there hang Lippo Memmi’s ‘Majesty’, and works by Pinturicchio and Filippo Lippi), and the Romanesque/Gothic Church of Saint Augustine, with 17 frescoes by Benozzo Gozzoli illustrating the life of the Saint. A magnificent view over the town can be enjoyed from the only surviving tower of the 14th-century pentagonal Fortress, demolished by the Medicis in 1555. |
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Cortona |
82,6 km |
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Cortona boasts extremely old Umbrian and Etruscan origins (dating back to around the 6th century B.C.).
It was defeated at the hands of the Romans (who called it Corito) and was then invaded by the Goths during the 5th century. In the 13th century it declared itself a free-governing municipality and in the 14th century recognized the rule of the group of hamlets, which exercised its supremacy over the neighboring towns. Cortona’s historical centre comprises Palazzo Comunale (1241) with its embattled tower, Palazzo del Capitano del Popolo (1250) and Palazzo Pretorio (1268). In the immediate vicinity of the town centre are three religious buildings of note. The 11th century cathedral of SS.Maria Assunta, the 13th century church of S. Agostino and the 13th century church of S. Francesco, with its impressive Gothic portal. An absolute must during your stay is a visit to the Museo dell’Accademia Etrusca (the Etruscan Museum) that houses many Etruscan artefacts from the 5th century.
Many are the Etruscan monuments to be found in the Cortona neighbourhood. The most important medioeval buildings are the churches of S. Francesco and S. Domenico and Palazzo Casale which has a Renaissance facade. Severini's "Via Crucis" (20th century) accompanies the mistic ascent linking the inhabited centre with the sanctuary of S. Margherita which, in its turn, is overshadowed by the powerful defences of the Girifalco fortress. |
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Montieri |
73 km |
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De regio rond het middeleeuwse Montieri is een oase voor natuurliefhebbers en degenen die van wandelen en fietsen houden.
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Gerfalco |
80 km |
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Grosseto |
43,6 km |
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Grosseto bevindt zich in het hart van de Maremmen en is de hoofdplaats van de gelijknamige provincie waarvan de oorsprong terugvoert tot de middeleeuwen. Te bewonderen zijn het oude stadscentrum omgeven door een mooie stadswal, de dom, het museum van archeologie en kunst en de indrukwekkende oude Sienese uitkijktorens die tegenwoordig een interactief museum herbergen over de geschiedenis van de Maremmen.
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Fortezzo (stadswallen)
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De Toscaanse Etruskische kust | Natuurparken en stranden
Een van de mooiste stranden is het witte Cala Violina (Scarlino), dat gekenmerkt wordt door haar ultrafijne zand dat zelfs een soort vioolgeluid maakt wanneer je er met je blote voeten op loopt (vandaar ook de naam).
Niet minder mooi zijn de stranden van Follonica en Castiglione della Pescaia (beroemd in gans de wereld als veelvuldig bekroonde badplaats, in het hartje van de Maremma) met de befaamde parels Punta Ala en Rocchette. Meer naar het zuiden is er dan de zandkust tot aan het Regionaal Natuurpark van de Maremma, van Marina di Grosseto, Principina a Mare, Marina di Alberese, Talamone, langs de landengte van Giannella, tot het prachtige Feniglia, een ongecontamineerde en onbewoonde oase, tot aan het vip strand van Chiarone-Capalbio.Castiglione della Pescaia is de oude havenstad van de Etrusken van waar zij handel dreven met vele landen. Het strand iets ten zuiden van Castiglione della Pescaia is breed, lang en niet toeristisch.
Natuurlijk slaan we Porto Santo Stefano niet over.
Dit is de badplaats waar de meeste vips van Italië gezien worden. Daarna leidt de weg ons naar Roccalbegna. Deze weg geeft ons van boven af een prachtig uitzicht over het landschap en de zee. Uiteindelijk komen we in Roccalbegna wat onder een enorme overhangende rots partij ligt, van dit gebied komt ook de voortreffelijke "Morellino di Scansano" wijn. |
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Castiglione della Pescaia
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Cala Violina |
82 km |
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La spiaggia di Cala Violina, una baia sabbiosa di grande bellezza, è stata premiata da Legambiente come una delle 11 spiagge più belle d’Italia nel 2004 e nel 2005. Cala Violina, è racchiusa tra due promontori ed è caratterizzata da una sabbia bianca finissima e da acque particolarmente trasparenti con fondali di rara bellezza, formati da banchi di Posidonia Oceanica e grandi massi di arenaria, tra le quali si scorgono pesci di tutte le dimensioni. La Posidonia Oceanica, alga che svolge un ruolo importantissimo per contrastare l'erosione delle coste, per l'ossigenazione delle acque ed è indice di grande pulizia e limpidezza delle acque, riveste con i suoi resti portati dalle mareggiate anche parte della spiaggia.
A Cala Violina, immersi nella macchia troviamo tavoli e panche per il pic nic, ed una spiaggia ampia con un mare limpido e cristallino. Il nome della spiaggia deriva dalla natura della sabbia bianca e finissima, così particolare da produrre una sorta di "suono di violino" quando vi si cammina a piedi nudi. Il litorale è circondato da un paesaggio verde formato da una fitta e rigogliosa macchia mediterranea. |
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Alberese |
53 km |
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Alberese ligt enkele kilometers ten zuiden van Grosseto en vormt de toegangspoort tot het natuurpark de Maremmen, het Parco Naturale delle Maremma. Het natuurgebied is een van de meest veelzijdige wandelregio's van Toscane. In de dorpskern van Alberese vertrekken zeven wandelroutes door het 100 km2 grote en verkeersvrije natuurpark. De bewegwijzerde paden zijn tussen 4 en 12 km lang. Een aantal daarvan leidt naaar de Monti dell' Uccdellina, waar de Poggio Leccia (417 m).
Ondanks de aanwezigheid van de mens zijn de omliggende natuurschatten bewaard gebleven en tegenwoordig valt Alberese onder een lokale wet die het natuurschoon moet beschermen en veiligstellen voor de toekomst. Wilde kuddes paarden en Maremmaanse runderen zwerven nog steeds over de wijde velden en de dichte bebossing van de bergen van de Uccellina geven wildzwijnen en reeën een veilig onderkomen.
Links
http://www.parco-maremma.it/
Albarese
L'Alberese nel Parco della Maremma |
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Marina di Albarese |
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Roccalbegna |
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Wandelroute Castel del Piano - Roccalbegna (4.45 uur)
De route loopt door een indrukwekkend landschap met (veelal eet)kastanje-bossen, weiden waar schapen grazen en kleine beekdalen naar Roccalbegna, wat aan de voet van hoge kalkrotsen ligt. Vanaf de kam van de Monte Labbro heb je een prachtig uitzicht op het zuiden van Toscane en bij helder weer, de zee. |
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Castello di Triana, Roccalbegna |
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Roselle |
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HET ARCHEOLOGISCHE PARK VAN ROSELLE
Een verleidelijk aantal Etruskische en Romeinse overblijfselen die in het prachtige perfect bewaard gebleven Romeinse theater herleven en waar in de zomermaanden opvoeringen gehouden worden van alom bekende theatrale werken. Het oude Etruskische, Romeinse en daarna middeleeuwse Roselle heeft altijd al een bijzondere aantrekkingskracht gehad. |
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Monte Argentario |
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Orbetello |
82 km |
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Orbetello è un centro di origine etrusca che risale al VII secolo a.C.; ancora oggi sono in parte visibili le mura realizzate da questo popolo qualche secolo più tardi. In seguito, fu una colonia romana.
Nell’805, come tutto il suo territorio, faceva parte dei possedimenti degli abati delle Tre Fontane di Roma. Il nome della città deriva probabilmente dal latino herbetum, cioè luogo erboso, ma questo nome gli fu attribuito solo nel Medioevo. Appartenne ai bizantini e poi ai Longobardi. A metà del Duecento fu un possedimento prima degli Orvietani e poi degli Aldobrandeschi. Successivamente fu di proprietà di degli Orsini di Roma.
Agli inizi del Quattrocento fu occupato da Ladislao di Durazzo, re di Napoli e poi da Siena. Infine a metà secolo, fu saccheggiata dagli eserciti del capitano di ventura Piccinino. Il secolo successivo, durante la guerra di Siena, nel 1555 fu conquistata dagli spagnoli, e diventò la capitale dello Stato dei Presidi. Lo sviluppo della città è proprio legato a questo periodo, quando Filippo II fortificò il centro. Fu spagnola fino agli inizi del Settecento, e grazie alle fortificazioni realizzate nel Cinquecento fu in grado di resistere alle flotte francesi; nel Seicento, infatti, la città era contesa tra imperiali e spagnoli.
Nel 1708 divenne territorio austriaco, e a metà del Settecento fu dei Borboni di Napoli. Fu poi annessa da Napoleone I al Regno di Etruria all’inizio dell’Ottocento e successivamente, come tutta l’area, al Granducato di Toscana.
Da Orbetello, negli anni Trenta, partirono le due prime crociere transatlantiche, effettuate dalle squadriglie idrovolanti comandate da Cesare Balbo, dirette rispettivamente a Rio de Janeiro ed a New York.
La città sorge sulla laguna, a soli 3 metri sul livello del mare, all’estremità di una piccola penisola che si espande su tutta la lingua di terra che affiora dalla laguna ed è chiusa dai Tomboli di Feniglia e di Giannella; è collegata al promontorio dell’Argentario da una striscia di terra completato poi, solo nel 1842, da una diga artificiale, che divide la laguna in due aree: la laguna di Levante e quella di Ponente. Il centro comunica con il Tirreno tramite i canali di Nassa e Ansedonia, e con il fiume Albegna attraverso il canale di Fibbia e delle Saline. Il ricambio delle acque della laguna è dato anche dall’infiltrazione attraverso la sabbia dei tomboli.
In quest’area si trovano diversi parchi naturali: il Parco Regionale della Maremma, che va da Talamone a Principina, in cui si trova una vasta e incontaminata macchia mediterranea, oltre ad una ampia zona palustre vicino all’Ombrone; l’Oasi della Laguna di Orbetello, istituita dal WWF per proteggere quest’area, indicata come zona umida di interesse internazionale; infine, la Riserva forestale della Feniglia, delimitata appunto dal tombolo, a sud della laguna.
Fino agli anni Ottanta le attività principali erano la pesca e l’agricoltura ed è stato sede di varie industrie chimiche e alimentari; è stata una delle prime zone dove si è praticato l’allevamento ittico in vasca. Oggi, Orbetello è una importante località turistica, le cui attività sono legate soprattutto ai parchi presenti in quest’area. |
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Molino Spagnolo |
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Ansedonia |
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Vanuit Monte Argentario bereik je Ansedonia via Orbetello. Je neemt daar voor de SS 440, die door de Laguna di Orbetello loopt. Ansedonia ligt ten zuiden van Grosseto aan de SS I, de Aurelia. Het is gedeeltelijk gebouwd op de vroegere Etruskisch-Romeinse stad Cosa. In het Museo Archeologico Rovine di Gosa wandel je tussen de resten van het forum, de tempels en de akropolis.
Beneden aan de oude haven lieten de Etrusken nog een raadsel achter voor hun nakomelingen: de mysterieuze Tagliata Etrusca. Mysterieus Etruskisch kanaal dat de verzanding van de haven verhinderde. Ernaast een klein strand en visrestaurants.
Aan het kruispunt Ansedonia-Capalbio en Scalo-Orbetello [Scalo richting tO\ zee, dan de wegwijzers 'Par 'ó' cheggio La Tagliata' volgen]. |
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Porto Santo Stefano |
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Toscane : alle plaatsen
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Siti di interesse storico culturale del Comune di Grosseto |
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